I cerchi delle streghe

Primavera, quel periodo che in pochi sanno, e la massa dei fungaii improvvisati non  sa che possa nascere un fungo , e soprattutto dove.

"Maggio e giugno nasce il fugno" si dice e tramanda, ma in pochi sanno dove e quando.

I fratelli Alberto e Riccardo Gattai , i famosi Pistoresi guidati da Gian Luca , Carlo Cima del bar  e il figlio Riccardo, Delio  Farnocchia e Gianpaolo, Bruno dell'alimentari di Viareggio,Mario il genero di Beppe Bergamini , sono stati e rimarranno famosi nella storia della ricerca dei funghi in versilia.

Eravamo in pochi, ma  sapevamo dove andare e come trattare la natura, il bosco.

 Le foglie, cadute in autunno erano plasmate dalle piogge.

 Gli unici movimenti della terra e delle foglie, opera di animali selvatici.

I funghi  pochi, rari.

Le "cartacce" dell'estate  "neve passata",   poche bottiglie di vetro dall'etichetta scolorita , qualche lattina arrugginita.

Spesso  tornavo alla macchina soltanto con sacchetti di lattine, oggetti di plastica e scatole di tonno e fagioli arrugginite.

Casabasciana, Benabbio, Sillico, Fosciandora, Casoli, Limano, le pendici della pania di Corfino, Metello, Capraia, l'Abetone su per il Libro Aperto.

Ricordi che non basterebbe un libro per raccontarle tutte.

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Ma veniamo al racconto di quel giorno. Ero solo.

Non c'era  persona. Il bosco era deserto.

Mentre camminavo dove finiscono i castagni e cominciano i faggi , mi trovai  davanti ad alcuni  funghi porcini nati disegnando un cerchio .

Rimasi  per alcuni istanti fermo, immobile , davanti ad essi.

Mi ricordai di avere la macchina fotografica in tasca e pensai di fotografarli.

Improvvisamente  , sentii un rumore.........poi come un sorriso.

Un rumore  di persona vicina.

Adesso sono passati molti anni, ma il  ricordo,  mi riporta a quell'emozione a quel momento.

Ed è un'emozione viva dentro di me.

Emozione come se la vivessi adesso e ancora provo   brivido a pensarla.

Poi  vidi una sagoma alta che si muoveva tra i faggi.

Ricordo la barba ed il sorriso e questo veloce "palleggio" tra un faggio e l'altro come se calciasse un pallone.

Poi  si confuse come fosse un albero.

Fui attraversato da un brivido  poi mi  ricordai della macchina fotografica sempre in tasca e  scattai.

A volte, quando sono solo nel bosco dove lo vidi  sento il vento  carezzarmi come se fosse una mano .

Ebbene, credo a questo punto  siate curiosi di vedere la foto.

Per anni l'ho tenuta gelosamente nascosta poi non la trovai più.

L'ho cercata dappertutto credendo di averla persa.

Nel settembre 2005 i miei  bimbi, Furio e Fiammetta, mentre giocavano  mi hanno chiesto: " che foto è questa papa'?"

Spiegai loro la storia e adesso quella foto è qua davanti a voi , proprio grazie a loro.

la foto vera che mai mi sarei aspettato venisse realmente fermata su una pellicola.

Ancora tremo a vederla.


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n. pistoresi 02.06.82

 1983.

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 - Nicola