"Il morso che corre sulla pelle" 

Logo della nostra azienda , che sommariamente descrive ,  la sensazione di benefico solletico e piacevole bruciore che attraversa il corpo subito dopo avere degustato un peperoncino buono.

Purtroppo quelli in vendita nei supermercati e anche quelli prodotti in grandi quantità in Cina, In Tailandia, e  anche in sud Italia, non riescono a produrre questa sensazione, ne' minimo  piacere gustativo.

Sono piccanti , ma senza proprietà e tendono poi  al gusto amaro.

Noi, tra oltre 100 specie diverse ne abbiamo selezionate adesso meno di venti.

Sono prodotti che mai , comunemente, troverete in commercio, non perchè non si possa seminarli, ma perchè ogni anno su duemila piante ne scegliamo soltanto due .

Un assaggio pianta per pianta che inizia a giugno e finisce a novembre.

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Ma parliamo un po' di storia.

Il primo peperoncino fu il amachito selvatico ,  la  pianta  proveniente dalla foresta amazzonica che da studi approfonditi si ritiene sia stato il peperoncino  importato da Cristoforo Colombo nella sua seconda spedizione.

Fu chiamato per la sua forma   "pepe d' India" , forma circolare che lo assimila al pepe .

Ma prove archeologiche  dimostrano che il peperoncino  veniva usato come alimento curativo già dalle popolazioni indigene in Messico circa 7000 anni fa, come medicinale per curare ferite   , prevenire malattie broncopolmonari , infezioni, per conservare gli alimenti.

Nel nostro continente la comparsa è da attribuire al medico Diego Alvarez Chanca di Siviglia, medico e biologo nella seconda spedizione di Cristoforo Colombo del settembre del 1493.

Al ritorno del lungo viaggio , si narra,  portò  insieme a piante di tabacco, pomodoro e melanzana, queste piante in Europa ancora sconosciute.

Il peperoncino non fu apprezzato in un primo momento.

Le classi nobili del tempo privilegiavano il pepe nero che era allora merce di scambio .
Il pepe era  più ricercato perchè  la pianta era più difficile da coltivare e quindi aveva un valore commerciale.

La Chiesa poi ,si narra, non vide di buon grado la pianta del peperoncino, poichè gli effetti eccitanti furono considerati devianti e  provocati da forze del male.

La sua propagazione però fu inevitabile per le evidenti proprietà curative e di prevenzione per malattie .

La sua diffusione fu incrementata grazie all' opera dei commercianti portoghesi che ne fecero grande uso  nelle colonie  nel secolo XVI.

In Europa fu soltanto il dott. Mattioli, famoso studioso senese, che nel 1568 ,  chiarì e tolse ogni preconcetto sul frutto piccante.

Lo distinse dal comune pepe , spezia piccante, ma senza proprietà curative ed anzi causa di malattie infiammatorie e gastriche.

Scrisse il primo trattato sul peperoncino,  e ne elencò gli innumerevoli proprietà farmacologiche.

La scoperta più interessante risale ai giorni nostri , grazie alla quale fu attribuito il premio Nobel nel 1937 all' 'ungherese Szent Gyorgyl che scoprì la vitamina C facendo analisi e studi su  un peperoncino "buono".

Recentemente l'efficacia della capsaicina, è ufficialmente riconosciuta dalla medicina, e l'uso per malattie cardiovascolari, ulcere, emorroidi, ipertensione, depressione, sta diffondendosi per usi curativi in tutto il mondo.

Situata sulle colline davanti a Viareggio , da anni l'azienda Monte d'oro, sta selezionando piante di peperoncino .

Specie esclusive per  uniche impollinazioni , alcune dovute al caso e alla leggera brezza che di sera scende dai boschi di castagno e mescola profumi e pollini   nelle piccanti piantagioni di Monte d'oro. nicola pistoresi



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